malinin’s Olympic hopes collapse despite quad pedigree

Ilia Malinin, 21 anni e soprannominato “Quad God”, è arrivato a Milano come il grande favorito per i salti quadrupli. Dopo un corto che lo aveva messo in corsa per il podio, la sua prova libera è invece collassata in una serie di errori tecnici: atterraggi sbagliati, downgrade e cadute che lo hanno fatto scivolare fuori dalla contesa medaglie. Sul ghiaccio, franco e diretto, ha ammesso: “I blew it” — “Ho sbagliato”.

Perché è successo
Malinin porta sul programma una sfilza di quadrupli che alzano molto il plafond di punteggio, ma aumentano anche il rischio. Tentare contenuti così pesanti offre grandi guadagni in caso di esecuzione pulita, ma basta poco per perdere punti in modo netto. Questa volta non è stato un unico errore catastrofico quanto una serie di piccole sbavature che, sommate, hanno annullato il vantaggio costruito nel corto.

Cosa è andato storto nella libera
Nel dettaglio, alcuni salti sono stati sottorotati o downgradiati, un tentativo di quadruplo axel non è riuscito, un quadruplo loop è sceso a doppio e c’è stata anche una caduta sul quadruplo lutz. I giudici hanno penalizzato elementi e transizioni con GOE negativi e livelli ridotti sulla sequenza di passi. Il risultato: punteggio tecnico e componenti diminuiti rispetto al solito, e una libera da 156.33 che ha portato il totale a 264.49, con Malinin ottavo. Oro a Mikhail Shaidorov (291.58), argento e bronzo per Yuma Kagiyama (280.06) e Shun Sato (274.90).

Il meccanismo dei punti
Ogni quadruplo ha un valore base alto ma si gioca tutto sulla qualità dell’atterraggio e della rotazione. Un salto downgrade o una caduta non solo tolgono il valore base, ma generano GOE negativi che si riverberano anche sugli elementi successivi — pressione, ritmo e coreografia ne risentono. In pratica, pochi errori su elementi ad alto valore possono cancellare il vantaggio tecnico più di quanto uno si aspetti.

Le lezioni per allenatori e team
Questo tipo di risultato fa riflettere su equilibrio fra difficoltà e affidabilità. Alcune possibili contromisure:
– Simulare la pressione dei grandi eventi in allenamento (run completi ad alta intensità).
– Bilanciare il numero di quads in apertura per non compromettere il finale.
– Monitorare metriche chiare: percentuale di salti puliti, GOE medio per salto, tassi di cancellazione di elementi.
Piccoli aggiustamenti nella sequenza di gara o nel riscaldamento possono aumentare la consistenza più di quanto sembri.

Impatto sportivo e mentale
Per Malinin si apre una fase di analisi più che di stravolgimento: capire cosa “non ha girato” quella sera e lavorare sul ripristino della fiducia. Atleti che spingono i limiti tecnici sanno che la volatilità fa parte del gioco; la differenza la fanno resilienza e metodo. I coach saranno attenti ai dati — non solo ai punteggi totali ma al dettaglio jump-by-jump — per capire dove intervenire.

Sguardo al futuro
Aspettatevi che team e federazioni rivedano piani tecnici e protocolli di preparazione in vista delle prossime gare. È probabile che alcune squadre ridiscutano il numero di elementi ultra-difficili da inserire, mentre altre insisteranno sul miglioramento della consistenza. Per gli appassionati, la lezione resta chiara: lo spettacolo dei quadrupli è emozionante, ma a questi livelli bastano micro-errori per riscrivere il podio.

Malinin ha detto di essersi presentato preparato ma che, durante l’esibizione, “something felt off”. Nei prossimi appuntamenti tutti gli occhi saranno su come tornerà in campo: tecnicamente aggressivo come sempre o più conservativo per ritrovare stabilità? Il talento c’è — resta da rimettere insieme i pezzi quando conta davvero.